C'è una convinzione dura a morire: che in Sardegna, finito settembre, non ci sia più niente da fare. È il contrario. Ottobre e novembre sono i mesi in cui il nord dell'isola torna a essere se stesso: le spiagge si svuotano, la campagna si rimette in moto con la vendemmia e la raccolta delle olive, e il calendario delle feste si riempie di ricorrenze che i paesi celebrano soprattutto per sé.
Perché l'autunno è la stagione giusta
Le temperature restano miti fino a novembre inoltrato, e la luce bassa fa un lavoro straordinario sulle rocce rosse e sulle colline dell'Anglona. Ma il motivo vero è un altro: in autunno le feste non sono spettacolo per visitatori. Ci si trova dentro a qualcosa che accade comunque, con o senza pubblico. Chi cerca l'autenticità la trova più facilmente adesso che a Ferragosto.
25 ottobre: i Martiri Turritani a Porto Torres
La ricorrenza più importante dell'autunno nella provincia di Sassari cade il 25 ottobre a Porto Torres. È il dies natalis dei santi martiri turritani Gavino, Proto e Gianuario: il giorno in cui la tradizione colloca il loro martirio, avvenuto secondo le fonti nel 303 d.C.
La giornata unisce celebrazioni religiose e manifestazioni civili, con processioni — anche a cavallo — e riti lungo il litorale di Balai, dove sorgono le chiese legate al culto. Il centro spirituale della festa è la basilica di San Gavino, uno dei più grandi edifici romanici della Sardegna, con la sua cripta. Da Santa Maria Coghinas sono una cinquantina di chilometri.
Ottobre nei paesi: la Madonna del Rosario
Ottobre è tradizionalmente il mese del Rosario, e in molti centri dell'interno la festa della Madonna del Rosario è una delle più sentite. Fra i paesi dell'Anglona, Sedini la celebra proprio in questo mese, con la chiesa di Nostra Signora del Rosario al centro delle funzioni. È una festa raccolta, di paese, senza nessuna concessione al turismo: ed è esattamente il suo pregio.
Sedini merita comunque una sosta in qualsiasi stagione: La Rocca, il grande masso scavato lungo la via principale del centro storico, ospita oggi un museo etnografico permanente, e tutt'intorno il paese conserva edifici cinque-seicenteschi.
La notte fra l'1 e il 2 novembre: Su Mortu Mortu
È la tradizione autunnale più sarda di tutte, e in Gallura e nel Nuorese si chiama Su Mortu Mortu (nel sud dell'isola prende il nome di Is Animeddas o Is Panixeddas).
Attorno al 1° e 2 novembre i bambini vanno di casa in casa a chiedere un'offerta pro su bene de sas ànimas, per il bene delle anime. Alla domanda «chi è?» rispondono appunto su mortu mortu. Le famiglie preparano in anticipo: frutta di stagione, frutta secca, dolci, pane. Alla base c'è una credenza antichissima, di radice precristiana, secondo cui nel giorno dei morti i defunti tornano nelle case in cui hanno vissuto, e i bambini in qualche modo li rappresentano.
Non è un evento con un programma: è una cosa che succede nei vicoli, a fine pomeriggio. Se siete in un paese in quei giorni, tenete qualcosa di dolce in casa.
Novembre: Ottugnu Timpiesu a Tempio Pausania
A novembre Tempio Pausania, capoluogo storico della Gallura interna, dedica una giornata all'autunno con Ottugnu Timpiesu, manifestazione promossa dalla Pro Loco con il sostegno del Comune.
Il centro storico di granito si riempie di banchi di artigianato e di prodotti locali, con musica dal vivo, cori e sfilate. Sul fronte gastronomico dominano i sapori della stagione: castagne, frittelle, anguille, panini con le specialità del territorio. È una festa di piazza, popolare e molto partecipata, e da Santa Maria Coghinas si raggiunge in meno di un'ora.
Fine novembre: Cristo Re a Valledoria
L'anno liturgico si chiude con la solennità di Cristo Re, ed è proprio questo il patrono di Valledoria, il comune costiero alla foce del Coghinas, a pochi minuti da Santa Maria Coghinas. La festa patronale cade quindi nell'ultima decade di novembre, con data mobile: chiude di fatto la stagione delle feste prima dell'Avvento.
E poi arriva dicembre
Chi si ferma fino all'inizio dell'inverno trova due appuntamenti enogastronomici che valgono il viaggio. A Sedini, in dicembre, si tengono le Feste in cantina, con le antiche cantine del centro storico aperte al pubblico. A Perfugas, fra dicembre e marzo, va in scena la rassegna Chimbinu cun binu.
Una nota per chi ha voglia di guidare: il circuito più famoso dell'autunno sardo, Autunno in Barbagia, si svolge fra settembre e dicembre nei paesi del Nuorese, cioè in un'altra provincia, a un paio d'ore di strada da qui. È una gita impegnativa, ma per chi ha una giornata intera resta un'esperienza a sé.
Verificare prima di partire
Le date religiose fisse — il 25 ottobre di Porto Torres, il 1° e 2 novembre — non si spostano; tutto il resto può slittare al fine settimana più comodo. Prima di mettersi in macchina conviene controllare i siti dei Comuni, le pagine delle Pro Loco e, per le feste religiose, gli avvisi delle parrocchie. In autunno molti programmi escono con pochi giorni di anticipo: è il prezzo, e anche il bello, delle feste fatte davvero per chi ci abita.
Un appartamento per viverli con calma
Feste e riti si seguono meglio senza l'assillo del rientro. Blue Thermae Retreat è a Santa Maria Coghinas, fra le Terme di Casteldoria e il Golfo dell'Asinara, e ospita fino a quattro persone.