Le rocce rosse di Isola Rossa battute dal mare
Le rocce rosse di Isola Rossa — foto: Photo2023 · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono posti che si capiscono solo al tramonto. Isola Rossa è uno di questi: un pugno di case bianche sopra scogliere color mattone, un porticciolo, una torre spagnola che sta lì da oltre quattro secoli a guardare il mare aperto. Dalla bassa valle del Coghinas ci si arriva in poco più di mezz'ora di auto, ed è una delle gite più facili e più riuscite da fare avendo base a Santa Maria Coghinas.

Un borgo nato dal mare, non dal turismo

Isola Rossa è una frazione del comune di Trinità d'Agultu e Vignola, in Gallura, e dista circa sei chilometri dal capoluogo comunale. Sorge su un piccolo promontorio proteso verso nord-ovest, sulla costa settentrionale della Sardegna, a metà strada tra Costa Paradiso e Castelsardo.

Il nome viene dall'isolotto che le sta davanti, a circa cinquecento metri dalla riva: una massa rocciosa di poche decine di migliaia di metri quadrati, con quella colorazione rosata che al tramonto diventa quasi incandescente. Per secoli qui non ci fu un paese, ma un approdo: un'insenatura riparata dove le barche potevano fermarsi.

Il villaggio vero e proprio nasce fra Ottocento e primo Novecento come borgata di pescatori. In quegli anni il posto era uno scalo per la pesca dell'aragosta e del corallo e per l'esportazione del carbone. La comunità si formò per stratificazione: pescatori ponzesi, carbonai toscani, marinai liguri e sardi arrivati da Santa Teresa Gallura e da Castelsardo. È una storia di migrazioni brevi e ostinate, e si sente ancora nei cognomi.

Fino agli anni Settanta Isola Rossa restò sostanzialmente sé stessa. Poi è arrivato il turismo, con il porto e il lungomare di oggi. Ma la scala del borgo è rimasta piccola: si gira tutto a piedi, e in bassa stagione è un paese quasi silenzioso.

La torre che guarda a nord

Sopra il promontorio, a una trentina di metri sul mare, c'è la torre costiera di epoca spagnola, il monumento simbolo del luogo. Fu edificata nella seconda metà del Cinquecento come parte del sistema di avvistamento che difendeva le coste sarde dalle incursioni barbaresche; in seguito servì anche a sorvegliare il contrabbando con la Corsica.

È una torre cilindrica su base circolare, costruita con la stessa pietra rossa su cui poggia: da lontano sembra nascere dalla roccia. La si raggiunge con una passeggiata breve dal borgo, e il panorama che si apre in cima è la ragione principale per salire.

Perché le rocce sono rosse

La letteratura locale parla di porfido, ed è il termine che sentirete usare da tutti; la scheda del Comune descrive invece l'isolotto come una formazione di granito dalla colorazione rosata. In pratica siamo nel dominio delle rocce magmatiche rosse che danno il nome all'intero tratto di litorale, la cosiddetta Costa Rossa.

Quello che conta, per chi guarda, è l'effetto: blocchi arrotondati dal vento, spaccature nette, un colore che cambia con la luce. A metà giornata il rosso si smorza e sembra quasi grigio; nelle due ore prima del tramonto si accende e diventa la cosa più bella del posto.

Le spiagge e le calette intorno

Il borgo ha due arenili raggiungibili a piedi dal lungomare e una serie di cale nel raggio di pochi chilometri.

  • Spiaggia Longa e Spiaggia di Li Femini — le due spiagge del paese, attrezzate in stagione.
  • La Marinedda — circa un chilometro più a ovest, sabbia chiara e acqua verde; è anche un punto noto per surf e windsurf quando entra il maestrale.
  • Li Feruli — una cala più solitaria, dalla sabbia color crema.
  • Cala Li Tinnari — niente sabbia, ma ciottoli rossi, conchiglie e granito: uno dei posti più fotogenici del tratto.
  • Li Cossi — nel territorio di Costa Paradiso, sabbia dorata e fondale verde smeraldo, si raggiunge a piedi lungo un sentiero.

Il litorale è frastagliato: tratti di scogliera si alternano a insenature piccole, e molte si vedono solo dal sentiero o dal mare. Chi ha voglia di camminare trova percorsi lungo la costa; chi preferisce l'acqua trova diving e noleggi al porto.

Il tramonto: dove stare e a che ora

Isola Rossa è esposta a nord-ovest, ed è per questo che il tramonto qui funziona così bene: il sole cala in mare, non dietro una collina. I due punti migliori sono il piazzale della torre, per avere l'isolotto in primo piano, e il molo del porto, per la vista bassa sull'acqua.

Consiglio pratico: arrivate almeno quaranta minuti prima. La luce buona comincia molto prima che il sole tocchi l'orizzonte, e il rosso della roccia raggiunge il massimo quando il cielo è ancora chiaro. Portate una felpa anche a luglio: appena il sole scende, il vento si sente.

Come arrivarci da Santa Maria Coghinas

Da Santa Maria Coghinas si scende verso Valledoria e si prosegue lungo la costa passando per Badesi e Trinità d'Agultu: una trentina di chilometri, che in condizioni normali significano poco più di mezz'ora. La strada è panoramica quasi per intero, con vista sulla foce del Coghinas e sulle dune.

È una gita che si abbina bene a una giornata lenta: mattina in spiaggia alla Marinedda, pausa sul lungomare del porto, salita alla torre nel tardo pomeriggio, rientro con il buio. E se il maestrale soffia forte, sappiate che il mare qui diventa spettacolare da guardare anche senza fare il bagno.

Dormite a due passi da questi luoghi

Blue Thermae Retreat è un appartamento su due livelli a Santa Maria Coghinas, con patio privato e piscina condominiale: la base giusta per girare l'Anglona e la costa senza rifare le valigie ogni sera.