Ci sono posti che si annunciano da lontano con un dettaglio minimo. A Casteldoria è il vapore: nelle mattine fredde d'inverno il fiume Coghinas fuma, e sulle rive si vedono chiazze di nebbia bassa che salgono dall'acqua ferma. Non è un effetto ottico. Sotto la sabbia degli argini, a pochi metri dalla corrente principale, escono sorgenti che sfiorano i settanta gradi.
Un'acqua che viene da molto in basso
Le acque di Casteldoria sono ipertermali e salso-bromo-iodiche: ricche di sali minerali, con temperature di emersione che le fonti collocano fra i 40 e i 70 gradi, e che nei punti più caldi vengono indicate anche attorno ai 65-72 gradi. Risalgono da grande profondità — si parla di alcune migliaia di metri — lungo le linee di frattura della roccia vulcanica, e affiorano proprio all'uscita di una gola porfirica, quasi al livello del fiume.
La geologia si legge a occhio nudo: il granito e i porfidi qui hanno un colore rosato e rossastro, e il contrasto con il verde delle tamerici e degli oleandri sulle rive è una delle immagini più riconoscibili della valle. Sono acque conosciute fin dall'antichità: i Romani chiamavano Thermus questo tratto di fiume proprio per il suo calore.
Li Caldani, la spiaggia fluviale che scotta
Il nome locale delle sorgenti è Li Caldani, ed è il modo migliore per capire di cosa si parla. Lungo il greto, sulla riva sinistra, l'acqua bollente incontra quella corrente del Coghinas e crea anse tiepide, pozze e vasche naturali dove ci si immerge liberamente. L'accesso all'area delle sorgenti è libero, il sentiero è breve e facile e si resta a una ventina di metri sul livello del mare; un ponte in legno collega la sponda di Santa Maria Coghinas con il parco naturalistico sull'altro lato, nel territorio di Viddalba.
È un bagno del tutto diverso da quello di uno stabilimento: niente bordo piastrellato, niente lettini. Si sta seduti nella ghiaia, si cerca il punto in cui la temperatura è giusta, ci si sposta di un metro quando diventa troppo calda o troppo fredda. La forma delle vasche cambia continuamente perché dipende dalla portata del fiume: dopo le piogge si riempiono e si spostano, in secca si allargano. Un punto che c'era l'anno prima può semplicemente non esserci più.
Lo stabilimento termale: una storia a intermittenza
Accanto alle sorgenti libere esiste un vero complesso termale, costruito dalla Provincia di Sassari nei primi decenni del Novecento, quando le comunità della zona usavano già da tempo queste acque. La struttura ha attraversato una storia complicata: chiusa alla fine degli anni Ottanta per lavori, riaperta nel 2010 come centro di medicina termale e riabilitativa, e poi di nuovo ferma per diversi anni a seguito di un contenzioso fra la società di gestione e l'ente proprietario.
Negli ultimi anni il complesso è tornato in mano pubblica ed è oggetto di un percorso di rilancio, con l'amministrazione comunale in prima linea. Il quadro, però, è ancora in movimento. Prima di programmare cure, piscine o soggiorni termali, verificate sempre lo stato di apertura contattando il Comune di Santa Maria Coghinas o i canali ufficiali della struttura: è l'unico modo per avere un'informazione aggiornata. Le sorgenti sul fiume, invece, restano accessibili tutto l'anno.
Quando andare
La stagione migliore per Li Caldani non è l'estate. Con quaranta gradi d'aria, un bagno in acqua a quaranta gradi ha poco senso, e il fiume in magra è meno invitante. Il momento giusto va dall'autunno alla primavera: da ottobre a maggio l'escursione fra l'aria fredda e l'acqua calda è esattamente quello che si viene a cercare, e nelle giornate limpide d'inverno il posto è quasi deserto.
Le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori anche per la luce. Dopo piogge intense, invece, meglio rimandare: la portata del Coghinas sale in fretta e le pozze diventano semplicemente fiume.
Consigli, senza allarmismi ma senza leggerezze
- Provate sempre con la mano prima di entrare: vicino al punto di emersione l'acqua è ben oltre la soglia di tollerabilità, e non è un modo di dire.
- Non immergetevi in prossimità diretta della sorgente, ma nelle anse dove l'acqua calda si è già mescolata a quella del fiume.
- Non bevete l'acqua termale: è fortemente mineralizzata e non è acqua potabile.
- Bagni brevi. Sessioni lunghe in acqua molto calda affaticano la circolazione: alternate immersione e pausa, e bevete acqua normale.
- Chi ha problemi cardiovascolari, chi è in gravidanza o segue terapie particolari dovrebbe sentire il proprio medico prima di fare bagni termali.
- Calzature chiuse o scarpette da scoglio: il fondo è di ghiaia e pietre, spesso scivolose.
- Mai da soli, e mai al buio: non ci sono illuminazione né assistenza.
- Rispettate transenne e cartelli nei pressi dello stabilimento, e portate via i rifiuti: è un'area naturale, non un impianto attrezzato.
Da abbinare nella stessa giornata
Le sorgenti si trovano ai piedi della rupe su cui svetta la torre del castello dei Doria: la combinazione classica è salire al castello nelle ore fresche e scendere al fiume dopo. Poco più a monte c'è il lago di Casteldoria, mentre a valle il Coghinas prosegue verso la laguna e la foce di Valledoria. In mezza giornata, senza fretta, si attraversa tutta la storia geologica di questa valle: dalla roccia vulcanica che scalda l'acqua alla sabbia che la restituisce al mare.
Dormite a due passi da questi luoghi
Blue Thermae Retreat è un appartamento su due livelli a Santa Maria Coghinas, con patio privato e piscina condominiale: la base giusta per girare l'Anglona e la costa senza rifare le valigie ogni sera.